Rillington Place

Ed Whitmore e Tracey Malone sono gli scrittori di questa nuova serie TV di genere drammatico trasmessa dal primo canale inglese BBC One.

Suddivisa in tre parti, racconta la storia di John Reginald Halliday Christie responsabile di una serie di omicidi commessi, tra il 1943 ed il 1953, nel suo appartamento situato al numero civico 10 di Rillington Place (Notting Hill, Londra).

Le sue vittime furono solo donne e il suo modus operandi si concretizzava con lo stordimento tramite gas domestico, lo strangolamento e lo stupro.



La motivazione può essere rintracciata nell'ambiente familiare in cui è cresciuto. Sesto di sette figli, la sua infanzia fu segnata da una relazione malsana col padre, uomo severo e incline alla violenza nei confronti dei figli, da un rapporto di sudditanza nei confronti delle cinque sorelle e da una madre iperprotettiva che gli ha causato deficienze nell'autostima sfociate anche nella sua vita sessuale, infatti riusciva ad avere rapporti sessuali solamente con le prostitute.

Il pilot inizia con l’impiccagione di Timothy Evans il quale, in punto di morte, continua a professare la sua innocenza per i crimini a lui imputati e accusa Christie di averli commessi, ma questo non lo salva dalla pena capitale.



L’episodio, intitolato Ethel dal nome della moglie di Reginald, ci introduce la storia coniugale dei due, ricongiuntisi dopo un periodo di carcerazione per crimini minori commessi dal futuro serial killer, attraverso gli occhi di lei.

Da subito notiamo il carattere arrendevole e devoto di questa donna nei confronti di un uomo che appare indifeso, vittima di ingiustizie, solo e bisognoso di affetto.

Gli occhi di Ethel ci fanno vedere un Reginald che le fa dei regali quando espone i suoi dubbi sull’amore da parte del coniuge, che le fa credere di essere affetta da allucinazioni quando scopre i tradimenti del marito con delle prostitute, che la strangola quasi a morte quando lo mette in ridicolo davanti ad un’ospite, che la fa tornare a casa con una semplice lettera in cui si dichiara malato e bisognoso di cure.


Ethel è la prima vittima di Reginald. La violenza psicologica è altrettanto brutale e fatale quanto quella fisica, infatti la moglie non riesce in nessun modo a fermare le ossessioni del marito arrivando al punto di coprirlo con la sua prima vittima.

Un matrimonio fatto di bugie e sottomissione dentro le mura domestiche, ma che agli occhi della gente era invidiato per longevità e sincerità.

Il pilot si conclude con l’immagine di Reginald che spia, da un buco sulla porta, i nuovi inquilini del piano di sopra. Una felice e giovane coppia di cui il marito ci è stato presentato nei primi minuti della puntata.

La felicità dei due giovani sarà ovviamente temporanea perché le storie dei quattro personaggi si intrecceranno inesorabilmente e tragicamente.


L’inquietudine dei personaggi è palpabile e lo spettatore rimane in tensione per tutti i 55 minuti dell’episodio, come se qualcosa di irreparabile e brutale stesse per succedere da un momento all’altro.

Gli ambienti cupi, bui, la Londra di metà ‘900 avvolta nella nebbia e la calma apparente contribuiscono a creare questo clima di turbamento corale.

I salti temporali aiutano altresì a tracciare un profilo psicologico dei personaggi ed a provocare quella giusta ansia da attesa col taglio delle scene.

Insomma, la tensione c’è, gli elementi per mettere in pratica le nostre conoscenze di psicoanalisi acquisite dopo anni serie TV ci sono, le ingiustizie ci sono, i drammi a iosa, l’accento british c’è, quindi per gli amanti del genere o per chi volesse provare più ansia di quanta se ne provi già quotidianamente vi consiglio questo pilot.

 

 

                                                                                                                                                         

 

 

Articolo scritto da Stefi7 il 07/12/2016, 15:46.
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