Taboo


La prima rivoluzione industriale ormai divampa, l’indipendenza americana causa ribellioni e guerre con il continente, le guerre napoleoniche in Europa creano fermento, l’immenso dominio britannico nelle Indie desidera accrescere esponenzialmente: è questo il quadro storico che ritroviamo in Taboo, miniserie di 8 episodi prodotta dalla BBC con protagonista l’acclamatissimo Tom Hardy, nomination per l’Academy Award come miglior attore non protagonista per Revenant. Perfetto nelle vesti di primo Ottocento, Hardy assume nella produzione  di Taboo anche il ruolo di creatore e produttore esecutivo, condividendo la gloria con niente di meno che Ridley Scott, regista e produttore che non ha bisogno di presentazioni. Nella triplice veste di attore, produttore e creatore, Tom Hardy collabora insieme al padre Chips Hard (qui nelle veste di co-creatore e co-produttore) e l’amico Steven Knight (già sceneggiatore di grandi successi come la Promessa dell’assassino, regista per Locke, durante il quale aveva già collaborato con Tom Hardy, e sceneggiatore per l’acclamata serie Peaky Blinders con protagonista l’irlandese Cillian Murphy), che per Taboo svolge il ruolo di sceneggiatore con risultati – secondo il parere di blogames.it – davvero eccelsi. Alla regia troviamo la coppia formata da Kristoffer Nyhlom e Anders Engstörm, il primo forse conosciuto per la serie The Killing e il secondo al suo primo vero incarico su scala internazionale.


Londra. 1814. Le strade sono gremite di personaggi in abiti d’epoca, la città è fremente; poveri e senzatetto, prostitute e giovani di buone speranze, sedicenti borghesi e maschere di nobiltà: James Keziah Delaney torna a camminare tra i vicoli della città più importante della Gran Bretagna come un morto torna a camminare tra i vivi, temuto da molti e disprezzato da tutti. L’Inghilterra l’ha diseredato: ormai lontano da casa da anni, soggetto incriminato di accuse mostruose, James viene considerato ormai alla stregua di uno dei negri con cui ha passato molti anni – come si ode dalle parole di uno dei personaggi –, un essere inferiore che non merita considerazione. Ma la considerazione, in questo caso, non è una scelta: dopo più di 10 anni passati presumibilmente in Africa, quel cuore di tenebra tanto caro alla cultura popolare, l’ormai trentenne Delaney si presenta il giorno del funerale di suo padre, cavalcando la navata della chiesa come un uomo di un altro tempo, un fantasma che nasconde ed occulta con sé una verità scomoda e, forse, immorale. 
Accolto freddamente anche dalla sua stessa sorella – o meglio, sorellastra –, ultimo membro della sua famiglia ormai disgregata, James vuole raccogliere l’eredità lasciatogli dal padre ora defunto e prima considerato folle, un uomo un tempo a capo di compagnia commerciale e proprietario di immobili e terre. Tra queste, in particolare, spicca una spiaggia apparentemente priva di valore: si tratta di Nootka Sound, un lembo di terra affacciata sul Pacifico che si rivelerà la chiave di volta del pilot, unendo l’ambiente familiare a quello politico. Ad essere interessati alla baia di Nootka difatti non sono solo la sorellastra Zilpha (Oona Chaplin, celebre per aver preso parte di produzioni televisive del calibro di Game of Thrones, Sherlock e Black Mirror) e suo marito arrivista, bensì la piccola spiaggia ha attirato l’interesse della Compagnia delle Indie Orientali, guidata da Stuart Strange (Jonathan Pryce, che nella sua longeva carriera annovera anche il ruolo dell’Alto Passero di Game of Thrones). Nootka Sound difatti tutto è tranne che insignificante: posizionata tra Stati Uniti e il futuro Canada (che come sappiamo diventerà tale solo nella seconda metà dell’Ottocento), la spiaggia rappresenta uno snodo commerciale senza paragoni, aprendo le porte e i contatti con la Cina e quindi con il continente asiatico in toto. E ora quella spiaggia appartiene a James Keziah Delaney, lo stesso uomo che abbandonò suo padre e sua sorella arruolandosi e distinguendosi come caporale. Lo stesso uomo che, forse per la stessa pazzia che gli scorre nelle vene o forse per un motivo ancora oscuro a noi spettatori, abbandonò la sua posizione per vivere in Africa, tra quelli che erano considerati al tempo dei selvaggi; un uomo che si è macchiato di crimini innominabili – come ci è dato sapere tramite le parole di terzi. Un uomo che, forse per caso o forse per un qualche segreto non ancora rivelato, ha un fratello molto più giovane di lui (che ha, in realtà, tanti anni quanti James ne ha trascorsi fuori dalla madrepatria), allevato da un contadino e tenuto lontano dalla famiglia Delaney.



Quale è dunque il suo scopo? Questo non ci è dato saperlo. Quello che lo spettatore di Taboo sa, e che noi di blogames.it ci teniamo a sottolineare, è che la serie televisiva della BBC One si pone come un elemento assolutamente innovativo e, stilisticamente parlando, molto valido.
Ogni elemento viene curato nel dettaglio, dai costumi al trucco, dalla fotografia alle ricostruzioni storiche e scenografiche. La recitazione, ovviamente, non fa eccezione; Tom Hardy aveva già dato prova di essere un interprete assolutamente qualificato per ricoprire ruoli drammatici e profondi, e la sua versione di James Delaney non manca di sottolineare la grande emotività del personaggio, mostrandoci – senza davvero mostrare nulla – una introspezione profondamente tormentata. Molti sono i segreti che James ha portato con sé in Africa quando partì un decennio addietro, e tanti sono gli indizi che ci fanno ipotizzare che una gran parte di essi siano legati alle sue origini e alle azioni paterne. Insieme ad Hardy da non sottovalutare è la grande capacità attoriale dei suoi collaboratori, in primis i già nominati Oona Chaplin e Jonathan Pryce, entrambi eccezionali nelle poche scene a loro dedicate; mentre la prima è riuscita a far trapelare una ambiguità di fondo nel personaggio di Zilpha, da una parte sconvolta dal ritorno del fratellastro a casa e dall’altra assolutamente certa della sua breve permanenza, perché il mondo nel quale si muove ormai non più gli appartiene, Jonathan Pryce è il volto perfetto per inquadrare la Compagnia delle Indie britannica, elegante e misericordiosa di facciata ma spietata e arrivista di fondo. 
Infine, per aggiungere un tocco di mistero ad una serie già di per sé assolutamente accattivante, viene inserito gradualmente ma sempre con costanza un elemento particolare, che si ricollega in parte alle origini di James e in parte alla sua scelta di vita: si tratta del motivo tribale. James compie, nel corso dell’episodio, una serie di azioni ricollegabili solamente alle tradizioni africane, riti particolari sia dinnanzi al corpo ormai esanime del padre sia per placare la sua coscienza, apparentemente dilaniata da un sentimento di rimorso che si fa strada in maniera dissacrante nella mente del protagonista. Il tutto accompagnato da una colonna sonora incalzante, che garantisce un maggior coinvolgimento emotivo.

Taboo presenta dunque una serie di elementi che, sommati, danno vita ad un prodotto televisivo d’indubbio interesse; se si aggiunge inoltre il talento degli interpreti e la giustissima resa registica sarà impossibile prescindere da un giudizio totalmente positivo, nella speranza che esso venga confermato nei successivi episodi che potete seguire sempre qui con noi, su Subspedia, grazie ai nostri sottotitoli!

Articolo scritto da Marziolin il 10/01/2017, 12:36.
Vai alla rubrica Buona La Prima.
Che ne pensi? Dicci la tua!
6 grazie!
Grazie
Rubriche
Cerca una serie
Test traduttori
Disponibile fino al 05/04/2017
Link al test
DISCLAIMER
Subspedia è una community italiana dedita al fansubbing formata da appassionati di serie televisive che collaborano per la realizzazione della traduzione italiana di sottotitoli inglesi.
Ogni attività a nome di Subspedia è svolta senza alcuno scopo di lucro.
I sottotitoli offerti dalla Community vengono realizzati e controllati gratuitamente dai membri della stessa. Essi sono libere traduzioni di testi in inglese distribuiti sul web.
La Community non ha alcuna responsabilità sull'utilizzo che ne viene fatto da terzi, specialmente se improprio.
Tutto il materiale (immagini e testi) appartiene al proprio autore.
Il sito non include file audio o video protetti da copyright né i link per ottenerli, e non incoraggia la distribuzione illecita di questo tipo di materiale.


INFO SITO
Il sito è stato creato interamente da Federico Magnani - federicomagnani.it
Per segnalazioni o suggerimenti tecnici, email a magnani.federico@me.com
Per qualsiasi altra segnalazione o richiesta, email a info@subspedia.tv


UTENTI ONLINE
SITI CONSIGLIATI
TV Shows Manager
Daninseries


ALTRE PAGINE
Stato traduzioni
Affiliazioni
Collaborazioni
API per programmatori
Cookie Policy
Feed RSS


AREA RISERVATA
subBerser