I'm Sorry: una nuova serie dalla risata contagiosa


I'm Sorry è un nuovo show televisivo prodotto da TrueTV ed interpretato da Andrea Savage e Tom Everett Scott. La serie segue le vicende di una coppia sposata (Andrea e Mike) che si confronta con la vita quotidiana da genitori di una bellissima e simpaticissima bambina di nome Amelia. Lo show è deciso ad affrontare temi importanti e sempre attuali come la sessualità e il razzismo, intingendoli nella comicità più audace e glassando il tutto di ironia. Il ritmo è frenetico e cavalcante, e altrimenti non potrebbe essere, visto che gli episodi sono di circa 24 minuti, tutti pieni di parole e dialoghi rapidi e saettanti, vivi, accesi e di situazioni che non faticheranno certo a strapparvi una risata!

Un po' di tutto...



Con l'espressione "un po' di tutto" vogliamo dire che la serie non è certo una novità: nulla che non abbiamo già visto o assaporato in altre salse, nulla di particolarmente originale o sbellicante, nulla di geniale. Tuttavia, in un bagno di copia e incolla, gli autori riescono comunque a dare forma compiuta a questo prodotto. Andrea, ad esempio, è una mamma a tutto tondo, un sodalizio perfetto tra la Lorelai di Gilmore Girls, specie nel modo delirante e febbrile di parlare e di contagiare allo stesso tempo; e la Sheila del più recente show originale Netflix Santa Clarita Diet, per via del suo attaccamento sconfinato ai valori della famiglia, per la passione, a volte anomala, verso l'educazione di sua figlia e per gli occhi innamorati che sempre sfoggia in presenza di suo marito.

Fin dalla prima scena si intuisce che la sceneggiatura sarà molto pepata, colma di battute piccanti e senza peli sulla lingua, in piena coerenza con la caratterizzazione dei suoi personaggi principali. Sostanzialmente, I'm Sorry non è un prodotto per puristi, e nemmeno per salutisti verbali. Il titolo della serie non è infatti casuale perché la protagonista, proprio per via dei guai dialettici che combina (sempre in piena buona fede e con nobili intenzioni) è spesso costretta a chiedere scusa, sempre in balia di cicloni di incomprensioni e situazioni scottanti. In qualche modo, pur rovistando alle volte nella volgarità e declinandosi in discorsi poco etici, la serie trova un suo magnifico realismo e, ve lo possiamo garantire, riuscirà a farvi sbottare dalle risate e a coinvolgervi nelle vicende.

Interessante è anche la figura di Mike, padre di famiglia, sempre propenso al pacifismo, innamoratissimo della sua consorte, tanto da lasciarle sputare parole poco ragionate e schierarsi sempre e comunque dalla sua parte. I due personaggi sono edificati per compensarsi e completarsi: l'uno è spesso l'antitesi dell'altro, ma insieme formano una squadra perfetta. A completare il divertente quadretto famigliare è Amelia, la piccola di casa, anch'essa dotata di involontario sarcasmo e comicità. I bambini, si sa, sono come delle spugne, assorbono tutto quello che sentono e vedono, per poi riprodurlo nella loro dolce e spensierata ingenuità; Amelia in questo non fa eccezione e, proprio in questo, risulta essere forse il personaggio più simpatico della cooperativa.
Le vicende sono accompagnate anche dal gruppo di amici in dote alla coppia, specie ad Andrea. Molto è già stato mostrato del personaggio di Sandy, scapolone per scelta ed eterno bambinone, nonché la colonna portante dell'ironia più sfrenata della serie.

Dalla risata alla serietà



Nella palude melmosa di battute e risate, I'm Sorry nasconde però temi molto importanti. Decide di affrontarli ridendoci sopra, esattamente come andrebbe fatto nella vita di tutti giorni. I problemi sono creature quotidiane e quasi abitudinarie con cui dobbiamo eternamente convivere. Le esistenze perfette, infatti, sono spesso un'utopia, un sogno che nemmeno i pochi eletti, fortunati riescono completamente a realizzare. Allora, è forse inutile abbattersi, deprimersi, ammutolirsi; meglio sparlarci sopra, riderci, gettare un acquazzone di battute e risate per spegnere l'incendio e seppellire la cenere.

Il primo episodio affronta il tema della sessualità in maniera sbarazzina, ma convincente: ce lo mostra prima sotto gli occhi di una bambina e della fatidica domanda di "come nascono i bambini?", poi rigira la frittata mostrando il polo adulto della questione, estremizzandolo nella figura di un ex pornostar. Ad ogni modo, riesce comunque a spiegarci che il sesso è una cosa naturale e comune, che alcuni taboo andrebbero sfaldati, che non dovremmo vergognarci di cosa siamo, di cosa desideriamo e di cosa facciamo.

Il secondo episodio invece vira su discorsi meno frivoli, più impegnativi come quello del razzismo. Cosa fare se una bambina di 6/7 anni afferma di non amare il colore scuro della pelle di una compagna di asilo? La questione è complicata e, i due genitori, colti di sorpresa e nel panico più spiazzante, devono in qualche modo mettere una pezza al problema arrampicandosi su pareti di specchi fatte di similitudini poco calzanti, mezzucci sociali e panico delirante! Alla fine la questione si risolverà da se, anzi, sarà proprio la piccola Amelia a districarsi dall'infantile pregiudizio.

In tutto questo, viene quindi da chiedersi: ma quanto è difficile essere un buon genitore ai giorni d'oggi? La risposta a questa domanda l'avremo probabilmente nei prossimi episodi di una serie che, pur non scintillando nell'originalità più cristallina, trova un suo perché e un suo motivo di esistere!

Articolo scritto da Giuseppe Fabrizi il 15/07/2017, 17:44.
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